Ma che gioco giochiamo?Al solito, vien da dire.
Ieri alla partita tra Novara e Seregno ho assistito al solito gioco.
Un 30% della squadra si impegnata,un 40% a volte c'è a volte non c'è e il rimanente 30% è invece altrove, forse ancora a letto per aver fatto tardi la sera precedente o addirittura la testa è rimasta in discoteca.
Non sta a me intervenire sul lato tecnico, non ne ho i numeri,ma qualche competenza circa il lato comportamentale penso di averlo.
Dal resoconto di prima pagina condivido"un Novara distratto, falloso.nefauste pause, errori." Ma non sono le solite cose? Rispetto alle ormai annose partite cosa ècambiato?
Il Presidente dice che in 4 anni vuol portare la squadra in serie B. Sarà, ma non ne vedo i presupposti.
Peraltro mi pare che manchi un adeguato progetto.
Ad inizio stagione era a disposizione della squadra un patrimonio umano proveniente dall'ex under 18. Voci raccolte sul campo dicono che parte di questo patrimonio si è già assuefatto al tran tran della prima squadra, altri non frequentano più l'ambiente e qualcuno vuole lasciare.
Che serve creare nuove leve se poi non vengono utilizzate? Se davvero si vuole fare il salto di qualità è da loro che si deve partire.Anzi direi che la partenza inizia dal settore propaganda passando dall'under 16 e under 18 dove si sente la presenza della disciplina e del giusto spirito del gioco.
Dal momento che sul campo si vedono giocatori distratti a penzolare con la testa bassa significa che c'è più di una cosa che non va.
Silvano
lunedì 24 gennaio 2011
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Silvano Silvano come non essere d'accordo? non ho avuto modo di vedere i leoni del novara perché a letto suppostato x influenza ho letto evidentemente il commento tecnico ed è veramente disarmante; come sai bene la nostra Nazionale ha vinto 3 incontri mi poare in 37 partite eppure......... si continua a guardarla e supportarla perchè sti ragazzi danno il massimo che possono; i nostri leoni secondo me no; mi pare che il problema sia che rimangono "legati" a ripetere l'esercizio fatto in allenamento a cercare di riprodurre schemi e giocate; non riuscendoci si perde poi il gusto di giocare; secondo me bisogna fare un reset psicologico: cioè dato per scontato che l'applicazione degli schemi, delle posizioni e delle direttive tecniche debbano essere perseguiti bisogna insegnare ai leoni che il bello è divertirsi e per divertirsi bisogna anche inventare, inventare, inventare; cioè volare alto senza il "dramma" del risultato e della prestazione; insomma vero che lo schema dovrebbe portare al gesto, ma se non viene devi cambiare li, sul campo; invece ancorati alla lezione, non si riescono a trovare alternative; il miglior esercito al mondo perse contro contadini in infradito per 2 motivi essenzialmente
RispondiEliminaA) ci credevano intimamente
B) hanno inventato una strategia al momento adatta alle loro peculiarità e mezzi
Come dire che fare il gioco della mischia Argentina, se non hai ( e sei aggiungo io)la mischia argentina diventa impossibile.......
Via il manuale e valorizzare il gioco possibile con le careteristiche dei nostri giocatori.
Baci
Il problema tecnico c'è ,ma deve rimanere a parte. C'è invece il problema di molti che pretendono di poter fare una prestazione sportiva andando a letto alle 4 o alle 5 di mattina. Per quanto riguarda i ragazzi del 92 occorre dire che 1 non ha giocato perchè influenzato, mentre altri 2 devono farsi operare. ancora un altro sta aspettando che gli cresca l'unghia del pollicione. Solo uno ha mollato pre problemi di scuola. E' comunque vero che i giovani seguono gli esempi più facili e spesso negativi. Per quest'anno deve andare ancora così anche perchè non possiamo fare ritiri pre partita.
RispondiEliminaCiao leggo le tue note e sento di dover dire alcune cose che riguardano lo sport che amo e la squadra che mi regala emozioni
RispondiEliminaNon capisco il tuo spirito critico, il tuo recriminare sui giocatori e sul loro comportamento.
le critiche, anche le più giuste, a mio modesto avviso, devono tener conto dei molteplici fattori che possono causare un momento negativo .
partiamo dal fatto che i giocatori non sono dei professionisti,
partiamo dal fatto che la squadra è giovane come età e gruppo
ok
vediamo un po’: sono giovani e fanno quello che fanno tutti i giovani, a volta saltano gli allenamenti a volte fanno bisboccia il sabato sera. comportamenti che possono non piacere, e possono essere non adeguati a chi vuole andare a vincere la domenica.
Questi sono i loro comportamenti, bè non di tutti, questo possiamo dirlo. Giovedì sera nevicava e ho visto atleti allenarsi.
Sono convito che tecnici e dirigenti hanno fatto di tutto per dargli l’esempio e per formarli, per spiegargli che una birra in meno il sabato sera significa correre di più domenica e rinunciare ad un festino oggi può significare una vittoria domani.
Quanta soddisfazione in più c’è nel festeggiare una vittoria rispetto a una birra di troppo?
Parto dalla realtà e vedo una squadra di appassionati che vuole giocare a rugby e ci mette tutto per vincere. A volte incontrano difficoltà. Vero. A volte le difficoltà se le creano o le amplificano da soli. Vero. A volte, ammettiamolo, affrontano, avversari forti.
Non è una colpa. Proviamo a guardare il tutto con un minimo di empatia. Gruppo di giovani e qualcuno meno che giocano con la tecnica che hanno, chi più chi meno, con la passione che hanno. Alcuni li conosco da tempo altri li vedo oggi, tutti hanno in comune grande passione, grande disponibilità e grande cuore.
Possiamo criticare tante cose in questa squadra ma questo ai ragazzi va riconosciuto. Io per loro provo rispetto, grande, per quello che ogni maledetta domenica sono capaci di regalare anche a me seduto su quella gradinata o al bordo di un prato più o meno erboso.
Io vedo nei loro occhi lo sguardo avventuroso di chi va a combattere carico di emozioni e pieno di coraggio e di paura. Coraggio per affrontare la partita e paura di non farcela in quei maledetti 80 minuti.
Come va a finire lo sappiamo: a volte si vince a volte si perde.
Quello che noi appassionati della gradinata dovremmo fargli sentire è quanto siano importanti loro, i leoni, che giocano, anche per noi. Anche se non vincono. L’aspetto tecnico e dell’impegno lo chiariscano con il tecnico. Noi, gli appassionati dobbiamo essere con la società tutta. Non solo con i dirigenti e i tecnici ma anche (ed io dico soprattutto ) con i giocatori.
Io capisco le tue emozioni, capisco come resti male quando una giocata semplice va male , quando un pallone è ciccato, quando quel calcio fa solo dieci metri, quando un giocatore è fuori posto, quando un giocatore non placca, quando un giocatore non entra in una ruck……… continuiamo? No!
Lascio questi aspetti ai tecnici dell’amatori. Io dico che non ho mai visto il gruppo tirarsi indietro. E questo merita rispetto.
Io dico che questa squadra è giovane è ha tanta strada da percorrere. Con umiltà, senza esaltarne uno e screditarne dieci. Ok critichiamo quello che riteniamo che non vada bene: ma partiamo dal rispetto che dobbiamo loro.
Vedi quando leggo che i giovani si sono adeguati al tran tran della prima squadra penso a come mi sentirei io a leggere una cosa così. Io direi no! non ci sto! Non è giusto nei miei confronti! Nei confronti di chi si impegna un anno e va in campo a battersi.
Io credo che iniziando a far capire ai leoni quanto li sentiamo i “nostri giocatori”, e non quelli che sono lì in attesa che i campioni disciplinati della 16 o della 18 verranno a far grande la squadra, forse le soddisfazioni, per noi appassionati, per i giocatori, per i tecnici e per i dirigenti, saranno maggiori.
Ti ringrazio dell’ospitalità
Dalle gradinate, orgoglioso dei ragazzi,
rob